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Mamma, non far la stupida
Quattroruote (marzo 2001)
di Carlo Bellati

Con il nostro forte richiamo alle mamme (che naturalmente vale anche per i papà) non intendiamo offendere, ma richiamare l'attenzione su un malvezzo tutto italiano: il 60% dei bambini viene trasportato sulle auto in modo illegale e soprattutto non sicuro, con conseguenze gravissime. Questo comportamento può e deve cambiare. Bastano un po' di buonsenso e un uso corretto di seggiolini e cinture.

Italiani mammoni, che tengono i figli nella bambagia, che spendono fortune in giocattoli per i loro bambini.
Ogni giorno una statistica da tiggì ci racconta compiacente quanto sia grande il nostro amore e la nostra dedizione per i pargoli.
E, non appena un fatto di cronaca rilancia l'orrore della violenza sui bambini, ci scandalizziamo profondamente; una mano corre, con tenero gesto protettivo, ad accarezzare la testa dei piccini come a dire "...ci sono qui io, a te queste cose non possono succedere".
Poi ci sono i viaggi in auto, e gli italiani "dottor Jekill" diventano, per una larga maggioranza, dei turpi "mister Hyde", dimenticandosi quanto preziosa sia la salute della loro discendenza, per non parlare dei costi sociali che ogni anno ricadono sulla collettività per tentare di riportare in salute gli oltre 7000 bambini gravemente feriti in incidenti stradali (e per una settantina di loro, purtroppo, non ci sarà più nulla da fare).

Questa statistica, che la televisione preferisce non mostrare salvo casi molto rari (come "Gaia" in onda al sabato su Rai Tre, che di recente ha affrontato il problema con prove specifiche realizzate sulla nostra pista), è quella che ci deve far ragionare e cambiare atteggiamento.
I problemi da affrontare sono due, di portata e con tempi diversi: creare una "cultura della sicurezza" nei genitori e nei figli (in quanto futuri genitori) che coinvolga tutti gli aspetti della vita quotidiana e un'azione più incisiva degli agenti del traffico nello stroncare certi assurdi comportamenti.
Le due azioni sono complementari e non sostitutive l'una dell'altra.

Per dimostrare la necessità di un'opera di repressione più puntuale abbiamo fatto un piccolo esperimento per le strade di Milano: vestito un manichino dell'apparente età di 9 mesi in modo che somigliasse in tutto e per tutto a un bambino, abbiamo scorrazzato per le vie del capoluogo lombardo per tutta una giornata passando sotto il naso di innumerevoli vigili urbani col finestrino aperto.
Quante volte siamo stati fermati o multati? Nessuna.
E i nostri fotografi, in una mattinata fra Milano e Torino, hanno sorpreso almeno 10 guidatori in aperta violazione del Codice.

È evidente, a questo punto, che la doverosa repressione di questi comportamenti non è considerata "prioritaria", al pari dell'uso delle cinture di sicurezza, mentre, a costo di diventare impopolari, questi comportamenti andrebbero pesantemente sanzionati.

In parallelo, tutti gli enti preposti a fare informazione su questi argomenti (scuole pubbliche, scuole guida, reparti maternità degli ospedali, giornali e TV) dovrebbero prendere più a cuore la faccenda e informare meglio. La poca conoscenza delle norme di legge, ma soprattutto delle conseguenze di certi comportamenti, è evidente anche nelle numerose lettere che ci giungono in redazione da parte di genitori coscienziosi, ma confusi e disorientati. Pensate che, secondo i risultati di un'indagine promossa lo scorso anno da Fraternità della Strada Mondo X, addirittura un genitore su sei è convinto che un bambino tenuto in braccio a un genitore che indossa la cintura non corra alcun rischio (e il 10% "non lo sa" ).

Una ripassatina è d'obbligo: l'articolo 172 del C.d.S. precisa chiaramente chi è obbligato all'uso del seggiolino, ma senza scomodare i testi di legge possiamo riassumere così le disposizioni:

I bambini da 0 a 13 kg di peso vanno sistemati nei seggiolini del cosiddetto "gruppo 0+".
Il gruppo "0+" è un'estensione prevista dalla normativa del precedente "gruppo 0" che ammetteva pesi fino a 10 kg; così facendo è stata prolungata la vita utile del seggiolino fino a circa 15 mesi di età.
I seggiolini del "gruppo "0" e "0+" vanno sempre montati contromarcia, perché il corpo del bambino non è ancora in grado di sostenere senza gravi danni l'impatto contro la cintura di sicurezza in caso di urto, ed è invece opportuno che l'energia cinetica venga distribuita su un'ampia superficie che interessa tutta la schiena piuttosto che concentrarsi nei punti di contatto fra la cintura e il corpo.
Montando un seggiolino contromarcia sui sedili anteriori, occorre far attenzione all'airbag passeggero, come spieghiamo più avanti.

I bambini da 9 a 18 kg di peso vanno trasportati coi seggiolini omologati "gruppo 1".
Oggi sul mercato si trovano molti seggiolini con doppia omologazione, "0+" e "1", che quindi possono soddisfare le esigenze di trasporto fino a circa 4 anni di età.
Si montano contromarcia quando il peso del bambino è sotto ai 9 kg e frontemarcia al di sopra, sempre seguendo con scrupolo le istruzioni del libretto che per legge deve accompagnare ogni seggiolino.
Dispongono di cinture proprie a più punti e si fissano all'auto con la cintura dei grandi, fatta passare all'interno della struttura.
Questa cintura deve essere ben tesa per impedire qualsiasi spostamento in avanti, e un po' di attenzione va prestata anche alla chiusura delle piccole cinture del bambino, che non deve assolutamente giocarci, rischiando di aprirla.

I bambini da 15 a 25 kg hanno sistemi di ritenuta omologati "gruppo 2":
si tratta di una tavoletta di rialzo e, a volte, di un piccolo schienale asportabile.
Il corpo del bambino è trattenuto dalle cinture originali dell'auto e il seggiolino, in questo caso, ha il solo scopo di far passare il nastro nei punti corretti, sopra il bacino (e non sul petto) e sopra la clavicola (non sul collo).

Da 22 a 36 kg quasi non si può più parlare di bambini (loro comunque si offenderebbero moltissimo), ma le tavolette vanno usate ugualmente, a meno che la statura non consenta, anche agendo sulle regolazioni in altezza di cui dispongono molte auto, di far passare la cintura nel punto corretto.
Come per le classi di peso inferiori, anche in questo caso troviamo prodotti con doppia omologazione e qualcuno addirittura tripla, che copre cioè i gruppi 1, 2 e 3.
Per le norme d'uso sulle auto, specie quelle dotate di molti airbag, vi rimandiamo alle pagine che seguono, ma ci sono altre regole di comportamento che vorremmo fossero ben chiare ai genitori e agli agenti del traffico: Tenere un bambino in braccio sul sedile anteriore, anche se si indossa la cintura, è un comportamento criminale; si mette in pericolo la salute del bimbo anche per un piccolo urto, sia per la possibilità d'impatto contro la plancia sia per l'eventualità che scoppi l'airbag del passeggero. Che, lo ricordiamo, entra in funzione per incidenti contro ostacolo fisso a partire da 24 km/h e si gonfia a 300 km/h. E, se questo non bastasse, c'è un coperchio di plastica che si apre con una violenza ancora maggiore, tanto da rompere di frequente il parabrezza. Se utilizzate i seggiolini e avete un incidente che provochi lo scoppio degli airbag, non utilizzate più quel seggiolino. Le sollecitazioni che ha subìto non ne garantiscono più la sua sicurezza in un secondo urto.
A maggior ragione è sconsigliato l'acquisto di seggiolini usati o di cui non sia noto l'uso che ne ha fatto il precedente proprietario.

I seggiolini devono chiaramente riportare la targhetta di omologazione con l'indicazione "44-03" e avere in dotazione un facile libretto d'istruzioni in italiano. Leggetelo, non è tempo perso.

Date il buon esempio ai figli indossando sempre la cintura, anche dietro, e adottando i seggiolini dalla più tenera età; nel giro di poco tempo sarà per loro molto naturale allacciarsi senza proteste.

Fate tappe brevi quando avete un bambino in auto, lasciandogli il tempo per giocare e correre un po'. Ne ha molto più bisogno di voi e accetterà di buon grado la costrizione del seggiolino. E non ammettete mai, nemmeno per pochi metri, di trasgredire a queste regole.