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«La mia nipotina uccisa dall'airbag, troppi genitori imprudenti»
Appello del nonno della piccola Carlotta due mesi dopo la tragedia: se amate i vostri figli, rispettate le norme
Corriere della Sera del 31 dicembre 2001
di Paolo Foschini

Il giorno di Santo Stefano hanno fatto due mesi esatti.
Due mesi durant e i quali, ogni giorno, due genitori e i relativi nonni non hanno fatto altro che rivivere, ciascuno a suo modo, la disgrazia di quel 26 ottobre: quando la piccola Carlotta, tre anni, in auto con il padre che l'aveva fatta accomodare sul sedile accanto a lui, è rimasta uccisa dall' airbag, nel più banale e comune dei tamponamenti cittadini.
Due mesi.
E ciò che continua a non dar pace al nonno Luigi, oltre allo strazio per la nipotina che non c' è più, è una constatazione oggettiva alla quale, nonostante tutto, non riesce a credere: «Possibile - dice - che la disgrazia della mia piccola, un fatto di cui hanno parlato tutti i giornali, non abbia insegnato niente? Possibile che tanti genitori continuino a trasportare i figli sui sedili davanti, senza seggiolino, senza cinture, insomma esponendoli con tanta leggerezza al rischio più assurdo che c' è?».
Non vuol essere uno sfogo gratuito, quello del signor Luigi.
D' accordo, dice: anche lui e sua moglie, come capita spesso agli anziani nei confronti dei più giovani, a vevano richiamato la figlia e il genero a essere prudenti, a non prendere sottogamba certe regole... ma forse queste cose è facile, ammette, ricordarsele «dopo».
Facile e inutile.
Perché il punto ormai, punta il dito Luigi, non riguarda più Carlotta: il punto riguarda, «deve» riguardare, tutti gli altri.
Certo, decine di lettere giunte al Corriere da quel giorno testimoniano che molti genitori, in realtà, le loro abitudini le hanno cambiate eccome: e proprio per aver letto di quell'incidente. «Ma in questi due mesi - racconta Luigi - io ho continuato a vederne tantissimi di bambini trasportati in auto come la mia nipotina. Qualche volta, magari fermo a un semaforo, mi sono sentito in dovere di dare almeno un avvertimento a chi stava al volante: "Attenti a quel bambino...". Beh: per quanto sembri incredibile ho ricevuto in risposta, quasi sempre, sguardi di compatimento e sorrisi di scherno. Per carità: forse è umano essere scaramantici con chi ti mette in guardia. E tuttavia mi permetto: se tutti i genitori rispettassero il codice, semplicemente, non sarebbe già un bel proposito per il 2002?».