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Casistica: Ogni anno in Italia circa 6.500 persone muoiono in incidenti stradali
(fonte ISTAT).
Queste cifre sono però inferiori alla realtà: si calcola che i morti siano in realtà almeno 7.500, per un totale di circa 320.000 feriti in 220.000 incidenti: la differenza è dovuta al fatto che l'ISTAT prende in considerazione nelle sue statistiche le persone decedute entro 30 giorni dalla data dell'incidente.

I bambini (da 0 a 14 anni) feriti in incidenti sono circa 11.000 all'anno e di questi circa 130-150 muoiono in seguito all'incidente.

Le statistiche mostrano che nella maggior parte dei casi i bambini deceduti in seguito a incidenti non erano assicurati con gli appositi sistemi di ritenuta.
Il rischio di morte in questo caso viene stimato in 7 volte superiore rispetto a un bambino legato secondo le norme.

Eppure molto meno della metà dei bambini viaggia in modo sicuro, un po' come accade per gli adulti: solo il 20% circa utilizza le cinture di sicurezza.



da www.asaps.it
CONSIDERAZIONI STATISTICO-EPIDEMIOLOGICHE SULL'EFFICACIA DEI SEGGIOLINI PER I BAMBINI
di Marco Giustini
Franco Taggi (Istituto Superiore di Sanità, Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, Reparto di Metodologie e Modelli Biostatistici)


Nel 1994, ultimo anno per il quale sono attualmente disponibili statistiche sanitarie definitive, in Italia sono morti per incidenti stradali circa 200 ragazzi sotto i 13 anni. Questa cifra, se non si tengono in conto i decessi che avvengono entro il primo anno di età (intorno a 3500, imputabili per lo più a malformazioni, complicanze del parto, ecc.), rappresenta circa il 15% del totale di tutte le morti in questa fascia di età.

Se consideriamo, peraltro, solo i bambini che hanno un incidente mentre vengono trasportati in auto, ovvero coloro che potrebbero trarre beneficio dall'utilizzo degli appositi dispositivi di sicurezza (seggiolini, ecc.), i decessi in tal modo identificati rappresentavano nel 1994 circa la metà del totale delle morti per incidente stradale.

Mentre i dati di mortalità, sia pur disponibili in ritardo, rappresentano una fonte di informazione statistica affidabile, ben diversa è la situazione che riguarda la morbosità. Ad oggi, infatti, non esistono dati affidabili sul numero di feriti e invalidi secondari ad incidenti stradali; tuttavia, studi precedentemente effettuati hanno reso possibile stimare in 2-3 invalidi gravi, 20 ricoverati e 60 prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero per ogni morto. In base a queste stime si possono valutare in circa 400 i casi di invalidità permanente, in 4000 i soggetti ricoverati e in 12.000 i soggetti che hanno ricevuto prestazioni di pronto soccorso non seguite da ricovero.

Questo quadro che si evince dai dati ufficiali di mortalità e da stime di morbosità, talora indirette, se da una parte segnala la necessità di una maggiore e più tempestiva informazione nei dati accidentologici, dall'altra rappresenta certamente un bilancio negativo per la sanità pubblica, anche perché in molti casi esistono concrete possibilità di prevenzione. Al di là del fatto che ogni possibile azione deve essere messa in atto per evitare che l'incidente si realizzi, è certo vero che, quand'anche avvenga l'incidente, esistono molte opportunità per limitare i danni all'individuo. In particolare, nel caso dei bambini trasportati su autoveicolo, molto opportunamente il legislatore ha richiamato l'obbligo d'uso di particolari dispositivi di sicurezza adatti alla fascia di età considerata (anche se con l'introduzione del nuovo codice della strada (L. 13.6.1991 n° 190) successivamente modificato con il D.L. n° 360 del 10.9.1994, fermo restando l'obbligo di assicurare nei seggiolini i bambini trasportati nella parte anteriore dell'autoveicolo, si stabilisce che i bambini fino a tre anni, accomodati nei sedili posteriori, possono anche non essere assicurati nei seggiolini di sicurezza, purché siano accompagnati da una persona di età superiore ai 16 anni).

L'efficacia dei seggiolini nel diminuire la probabilità di morte o di lesione grave in chi li utilizza, è largamente dimostrata da numerosi studi epidemiologici svolti negli ultimi venti anni. Recentemente, Petridou et al. (1998) in uno studio caso-controllo che ha visto coinvolti soggetti di età inferiore a 11 anni trasportati in auto, afferiti ai pronto soccorso dei due maggiori ospedali per bambini di Atene, stimano un rischio relativo pari a 3,3 per i bambini che viaggiavano in auto senza usare gli appositi dispositivi di sicurezza (raffronto effettuato essenzialmente all'interno della classe di età 0-4 anni), mentre un rischio relativo pari a 5 per i bambini seduti avanti rispetto a quelli seduti dietro (il confronto in questo caso tiene conto dei soli bambini non assicurati con dispositivi di sicurezza); inoltre, gli autori stimano che circa i due terzi delle lesioni gravi e mortali derivanti da incidenti stradali potrebbero essere evitate da un uso regolare dei dispositivi per bambini.

Paragonando il quadro traumatologico conseguente a incidente stradale nei bambini che usano sistemi di ritenuta e in quelli che non li usano si è stimato che l'utilizzo del dispositivo di sicurezza riduce del 69% la probabilità di un decesso se il bambino è implicato in incidente con morti (CDC, 1991). E' stato stimato, inoltre, che il rischio di morte per i bambini che hanno un incidente mentre viaggiano senza sistemi di ritenuta è 5 volte maggiore rispetto ai bambini che usano gli appositi dispositivi di sicurezza (CDC, 1993).

Usando i dati del FARS (Fatality Analysis Reporting System) un equipe di ricercatori coordinati da Elisa Braver dell'Insurance Institute for Highway Safety ha potuto analizzare un campione di oltre 26.000 bambini di età inferiore a 13 anni deceduti negli Stati Uniti per incidente stradale dal 1988 al 1995. Uno studio così esteso ha fornito un quadro abbastanza attendibile dei rischi relativi, tenendo in considerazione non solo l'uso dei dispositivi di sicurezza, ma anche la posizione all'interno del veicolo incidentato. In tal modo gli autori hanno stimato quanto segue:

- a prescindere dall'utilizzo dei dispositivi di sicurezza, viaggiare sui sedili anteriori che non viaggiare su quelli posteriori (si osserva un rischio relativo di incorrere in lesioni mortali di circa 1.4);

- i bambini che fanno uso degli appositi seggiolini hanno una diminuzione del rischio di riportare lesioni mortali pari all'80% rispetto al rischio a cui vanno incontro coloro che di tali dispositivi non fanno uso.

Al di la di qualunque evidenza scientifica, comunque, il problema è e rimane un fatto di civiltà in quanto, come avviene per altri dispositivi, mentre la conoscenza della loro utilità è pressoché totale, questa conoscenza non è accompagnata da una fattualità razionale: piaccia o meno è esperienza comune di tutti vedere ancora oggi bambini trasportati in braccio dalla mamma nella parte anteriore dell'autoveicolo. E' semplicistico attribuire questo alla mancanza di controlli: certi provvedimenti non si assumono perché lo dice la legge, quanto perché il soggetto ritiene di fare i propri interessi e quelli dei propri cari. Dal nostro punto di vista, quindi, questi fatti segnalano da una parte la necessità di un maggiore rigore nel controllare che l'uso della strada sia congruente con quanto legge e ragione segnalano, dall'altra l'assoluta urgenza di creare un nuovo tipo di cultura che accanto alla conoscenza dei rischi comporti una presa d'atto nel profondo tale da modificare il comportamento degli individui e non solo le loro conoscenze. E' chiaro che rifondare una cultura comporta impegni e tempi più lati che non organizzare in maniera più o meno sistematica azioni di controllo e repressione; tuttavia, solo in questo modo è possibile pervenire a cambiamenti ragionevolmente stabili nel tempo che possano contribuire a ridimensionare il quadro accidentologico in queste fasce di età così preziose in un paese a crescita zero come il nostro.

Bibliografia
Child passenger restraint use and motor-vehicle related fatalities among children MMWR, 1991; 40: 600-602 CDC Impact of adult safety belt use on restraint use among children < 11 years of age — Selected States, 1988 and 1989 MMWR, 1993; 42: 276-278
Petridou E., Skalkidou A., Lescohier I., Trichopoulos D.
Car restraints and seating position for prevention of motor vehicle injuries in Greece
Arch. Dis. Child, 1998, Apr.; 78 (4): 335-339
Braver E.R., Whitfield R., Ferguson S.A.
Risk of death among child passengers in front and rear seating positions
SAE Technical Paper N° 973298
Warrendale, PA: Society of Automotive Engineers